Friday, July 15, 2005

Una vera avventura!

Dopo vari giorni di riposo in Messico e Belize, la mia vera avventura nella giungla centroamericana e' cominciata solo tre giorni fa quando ho attraversato il confine Guatemalteco indirizzato alle rovine Maya di Tikal. Il paese e' veramente povero, le citta' sono sporche, le strade sono pessime. Lo shock piu' grande sono i trasporti: tutti i tragitti si fanno o in schoolbus o in mini-van. Entrambi hanno piu' a che vedere con il trasporto di bestiame che quello di essere umani! Nonostante questi inconvenienti, il Guatemala e' forse finora il paese piu' interessante che ho visitato. Le rovine Maya di Tikal sono simplicemente stupende: un insieme di piramide in mezzo alla giungla. Dalla cima di una piramide, si vede soltante le cime delle altre e nient'altro all'orrizzonte (e niente turisti). Si ha la sensazione di essere da solo in mezzo alla natura, ed in una certa misura anche vulnerabile. In seguito ho visitato le cascate e lagune di Semuc Champey in un valle remoto nel centro del paese. Anche si sta in mezzo al nulla con l'unico conforto di vedere altri due o tre backpackers farsi il bagno nella laguna. Adesso sto scrivendo da Antigua, antica capitale del paese, e molto carina citta' coloniale. Piena di backpackers, assomiglia un pochino a Cusco: in mezzo a volcani, pieno di chiesette, abbastanza tranquilla. Domani ho in programma un trek in cima ad un volcano attivo e poi direzione il Chiapas in Messico.

Sunday, July 10, 2005

Mexico e Belize

Perdonatemi per essere cosi "lazy" per aggiornare questo blog! Ho pero dei motivi per non averlo fatto: 1) mi sono preso la salmonella, e quindi ero ridotto al letto per vari giorni; 2) ho dormito in posti senza eletricitta' ne telefono perlomeno per 4 giorni; 3) alcuni di questi posti erano talmente incredibili che passare tempo in internet sembrava veramente tempo perso!

Da quanto ho lasciato il Peru', sono stato cinque giorni a Citta' del Messico per vedere Alan e Dani che mi hanno trattato royalmente. In seguito sono partito per Cancun, Playa del Carmen e Tulum nella penisola del Yucatan. Tulum e' un vero paradiso terrestre: una spiaggia di sabbia bianca finissima stupenda con rovine maya a qualche metro di distanza. Ho dormito in un hammac adentro di una cabana sulla spiaggia. Ho potuto apprezzare la vita animale da molto vicino: una famiglia di granchi avevo fatto il suo nido sotto la mia cabana e usciva di notte in famiglia a salutarmi durante il mio sonno! Adesso sono in Belize, paese molto sorprendente. Prima cosa, parlano una specie di mix tra spagnolo ed inglese del quale non capisco niente. In piu' vivono communita' cinesi, koreane ed indiane molto importanti. Ed infine si vedeno dei veri e prioprii Amish girando in carozza nelle strade rurali e faccendosi il bagno nei fiumi: ed e' vietato scattere foto a pena di vedere la sua macchina digitale tagliata in due a colpo di maccete!! Bene, domani, se il tempo lo vuole (e' staggione delle pioggie) parto per le rovine di Tikal in Guatemala! Hasta luego!

Sunday, June 26, 2005

LAN and how an airline can be "fucked up"

I miei ultimi giorni a Cusco sono stati divisi tra la tristezza di andarmene di questa bellissima città e l'eccitazione di scoprire Città del Messico. Durante questi giorni ho scoperto nuovi aspetti della cultura israelita come il cibo (preparato da bravi cuocchi peruani che articolavano qualche parola in ebreo) e la vita in discoteca. Il mio mentore è stato il simpaticissimo Roy, vicino di stanza nell'ostello e apprendista diamantaio (?), oltreche traduttore.

Pero adesso, eccomi scrivendo un interessant storia dal modernissimo aeroporto "Jorge Chavez" di Lima..da non confondere con "Hugo Chavez". Tutto commincia all'aeroporto di Cusco dove mi ritrovo a dover fare il check-in con un uomo di carnaggione indios di età media e chiaramente incompetente. Inizia il suo "show" spiegandomi che il sacco a pelo attacato allo zainone è considerato come un bagaglio a parte e che se avessi voglia di registrarlo avrei dovuto pagare una penale di decine di dollari. Dopo aver emesso la mia carta d'imbarco fino a Città del Messico, mi spiega che non può darmela perché la tariffa sulla quale LUI mi ha registrato era diversa da quella indicata sul biglietto. Ho utilizzato la mia più grande calma per spiegargli che siccome l'errore era suo, il problema era suo e che io volevo la mia carta d'imbarco fino a Città del Messico per evitare ulteriori code d'imbarco a Lima. Dopo una decina di minuti litigando e l'intervento della responsabile, il mio caso è stato chiuso con carta d'imbarco e bagaglio registrato fino in Messico. Da notare il fatto che mi è stato assegnato un corridoio mentre avevo richiesto più volte di essere seduto a un finestrino.
Un'ora dopo, arrivato a Lima, ho avuto la grandissima e leggermente angosciante sorpresa di sentire dall'altoparlante dell'aeroporto il seguente messaggio:
"El Señor Gregoirio Valasso Orelio es llamado a presentarse a la aduana nacional" con ulteriore ripetizione in un inglese.
Teso, e avendo visto "Il diaro di Bridget Jones 2" qualche giorno fa, mi presento all'"Aduana Nacional". Un signore alto mi riferisce di un fatto che non ha niente a che vedere con la dogana: siccome il mio secondo volo è su Aeromexico (in realtà un codeshare) e non su LAN avrei dovuto portarmi in giro il mio bagaglio per varie ore nell'aeroporto e registrarlo di nuovo. Per la seconda volta nella giornata e con grande calma, spiego che se ho comprato un biglietto LAN fino in Messico era in parte per non avere da rifare tutto il check-in e che il bagaglio lo portevano portare loro da Aeromexico. Questa serie di eventi mi fa pensare che, con alta probabilità, non vedrò il mio bagaglio domani mattina all'arrivo in Messico. Mi fa anche concludere che compagnie come LAN, considerata molto seria in sudamerica (in parte dovuto alla sua origine cilena), sono molto al di sotto di standard occidentali per il servizio. Aspettando domani, prego perché un miracolo si realizzi e che sia me che il mio bagaglio siano all'arrivo!!!

Thursday, June 23, 2005

Cara Bocconi...

Per i nostri amici nostalgici della nostra cara e amata universita', ecco, grazie al genio di Google, una foto indimenticabile del campus della Bocconi!

Il Machu Picchu e il misterio dell'Inca

Dopo la triste partenza del Bicchieri la citta' di Cusco si e' coperta di nuvole minacciose e il sottoscritto e' stato colpito da una malatia molto temuta dai viaggiatori (e che sara' sicuramente commentata da taz)...la diarrhea! Meno male che il mio ossessionato se non paranoico medico parigino mi abbia prescrito non meno di due medicine in questo caso! Pero e' sicuramente piu' interessante parlare del misterioso Machu Picchu.


Il Machu Picchu, vecchia citta' Inca, e' stato scoperto nel recente 1912 da un universitario norteamericano Hiram Bingham III. Nonostante sia stato studiato da molti storici, il ruolo svolto da questa cittadella e' tuttavia poco chiaro. Sempre diffidente, ho subito emesso l'ipotesi che possa essere stato una gigantesca truffa. Ricordiamoci che gli anni anteriori alla prima guerra mondiale sono stati quelli dell'egemonia del capitalismo brittanico. Gli inglesi, grandi costruttori di ferrovie sia in India che in Argentina, Brasile o Peru, hanno sempre avuto un grande senzo del commercio. E guardiamo a caso: l'unico modo per raggiungere il Machu Picchu e' di prendere un modesto treno che costa la non modesta somma di 100 dollari andata e ritorno. La frequentazione del sito essendo di 400 mila visitatori l'anno, i ricavi di questa ferrovia sono di circa 40 milioni di dollari l'anno per 122km di vie a binario unico. Sono sicuro che queste cifre farebbero girare la testa a Trenitalia. Da cui la mia teoria della cospirazione contro il turista: il Machu Picchu sarebbe stato costruito per 3 motivi:
1) far credere che gli Inca fossero una grande civilta' cosi faccendo pubblicita' a Cusco e al Peru';
2) soddisfare gli interessi di alcune multinazionali quale l'Orient Express, concezionario della linea di treno;
3) riempire le casse dello stato Peruano (e quindi dei vari politici) attraverso il prezzo esorbitante del biglietto d'ingresso al sito (ovvero 20 dollari).

Pero questa teoria ha un diffetto: non spiega la presenza di un'Inca disegnato nella montagna (guardare la faccia disegnata della montagne nella foto qui sotto).


Le vostre opinioni sull'argomento sono benvenute!

Lima and the long road home

Una poco memorabile novella di Vargas Llosa {`In praise of stepmother`}, il piu' eminente scrittore peruviano nonche' poco fortunato candidato presidenziale, termina pressapoco con questa frase

"...reaching up to the stars, that for once were shining in the muddy sky of Lima".

Beh, tra poco volero' in quei cieli fangosi se davvero sono tali, perche' mi sta aspettando il mio volo, sono in partenza da Cuzco. Di fronte a me il lungo ritorno, e il vecchio mondo. Che curioso effetto fa lasciare questo immenso continente, di cui cosi' tanto e cosi' poco ho visto. Mi ricordo il secondo giorno, in una affollata strada di Buenos Aires, mi sono imbattuto in una grande mappa del sud america e ho pensato. `Io ho messo i piedi solo i questo piccolo punto, una citta' che neanche conosco...quanto c'e' da vedere, quanto che mai vedro'. Il sud america, come tutti i posti, sembra molto piu' piccolo visto da casa, dalle sponde dell'europa.
Adesso, avendo traversato il continente, da BA, alle spiagge del pacifico di Arica, al Peru' del sud, ho solo nuova curiosita'. Per il Bolivia, la Colombia, il Brasile...Quanti viaggi ci vorrebbero. O bisognerebbe essere come quei tipi inglesi che si incontrano che viaggiano da sei, nove mesi, non si sa come e con quali soldi.
Pero' saro' sincero, l'italia mi manca e non mi duole tornare e rivedere volti amici.
Intanto il piu' caro dei ringraziamenti al vecchio Balaskuz, cui debbo l'idea e l'enerigia dietro a questo splendido viaggio. Adesso, sta percorrendo le festose strade di Cuzco, mentre la citta' si accinge a celebrare anche quest'anno, come da secoli, il dio sole. Gli auguro una stupenda continuazione in Messico e nel centroamerica. Grazie anche ai lettori e commentatori che ci hanno tenuto compagnia. Taz e le sue geniali perle di saggezza, che presto tornero' ad udire dal vivo.

Un affettuoso saluto, a presto

Bicchieri

Monday, June 20, 2005

The jungle boyz and the heart of darkness

Supponiamo, per un momento, che abbiate il coraggio di fidarvi di autisti che manovrano pulmini oscillanti sui bordi di precipizi di mille metri, per dieci ore. Dall'alba al tramonto. Salendo i monti da Cusco e andando verso est, verso il Brasile, in un eterno saliscendi di montagne e vallate, vedrete i paesini che cominciamo a diradarsi. Procedete oltre, attraversando l'ultimo villaggio, su un torrente di montagna. Ad un certo punto vi rendete conto che avete superato il picco massimo, e si comincia a scendere vertiginosamente. L'umidita' aumenta, di colpo ti trovi circondato dalle nuvole e capisci che sotto di te ci sono solo vallate di verde scuro fin dove l'cchio arriva a vedere. Un universo enigmatico, dove la civilta' e' lontana e senti che l'uomo qui non e' completamente padrone...sopratutto di notte.
Troppo drammatico?No, credetmi. Scendete ancora, gli alberi si fanno piu' fitti e le zanzare piu' aggressive. In un´paesino dal nome impronunciabile prendete un battello e risalite le acque marroni di quello che alcuni chimano l' Alto Madre di Dios. Beh ad un certo punto vi imbatterete, sui bordi fangosi del fiume in una serie di casette di legno.
Qui, un mondo a se stante, qui comandano uomini come Fernando, detto "Pollo", un ex militare peruviano, e la nostra guida. Alterna implacabile la sigarretta a sostanze piu' esotiche. Quando puo' beve alcool, la sua voce e' sempre roca. Un passato nella giungla, forse a difendere le postazioni petrolifere delle multinazionali dai terroristi del "Sentiero Luminoso". Si fa largo a colpi di machete, e ride di tutto, ora fa la bella vita.
Altri, qui, nella giungla, hanno trovato rifugio da antiche persecuzioni. E' il caso di M*********, fuggito dall'europa continentale in seguito a misfatti poco chiari. Ora, fa il meccanico al lodge e non lascia mai la giungla, il mondo tra poco lo dimentichera' del tutto. Dove altri hanno cani e gatti loro hanno "Coca" un pappagallo vibrante di colori e un una specie di maiale selvatico, che ha sempre creduto e smpre credera' di essere un cane.

Questo strano gruppo di personaggi ci ha accolto a braccia aperte. Abbiamo lottato con i torrenti, ci siamo lanciati dagli alberi, pedalato, ci siamo arrampicati, giorni senza sosta. Alla fine eccoci di nuovo nell'aria fredda di Cusco, lontani dalle zanzare e dal rumore delle scimmie negli alberi. Pero' la giungla,una volta vista, non si dimentica.

Wednesday, June 15, 2005

La capitale dell'impero...

Un ultima parola prima che la giungla amazzonica (e le zanzare!) ci assorbano per quattro umidi giorni e tre notti. Vi scrivo dalla superba Cusco, citta' principe dei famigerati Incas, nonche' successiva roccaforte spagnola. A quanto io e Greg siamo riusciti a scoprire (tutti tacciono) questo grande impero non conosceva tuttavia la parola scritta, fatto degno di stupore. Se qualcuno di voi sa cose diverse, ce le comunichi. Cusco, come spero vedrete presto in una delle nostre foto eccezionali, sta a piu' di 3000 metri ed e' circondata da alti picchi su quasi tutti i lati. La citta' e' un susseguirsi di deliziose piazzette, chiese e scorci mozzafiato. La vita notturna e' dominata dal Moma Africa, dove spadroneggiano inglesi grassocce, ambigue donne locali e israeliane notevoli difese ad oltranza. Arrampicandosi verso i quartieri piu' alti, i turisti cedono il passo agli indigeni e ai cani, il traffico al silenzio e al rumore dei passi. Vabbe' non mi dilungo in discussioni reperibili su qualsiasi guida turistica. Stiamo tutti bene, abbiamo finalmente deciso, dopo giorni di dibattiti, le nostre escursioni. Domani presto si va verso la giungla di Manu, confinante con il Brasile, dove perrorreremo fiumi e ci lanceremo dagli alberi. Al nostro ritorno ci aspetta il mitico Machu Picchu...

Monday, June 13, 2005

La grande truffa!

Bene, un sacco di notizie in poco tempo. No, non sono (ancora) caduto in rirstrettezze finanziarie come insinuano i miei simpatici genitori. I due giorni sul lago sono stati memorabili. L' isola dove abbiamo dormito e' veramente spettacolare, al riparo dalla civilta' moderna, solo muli, maiali e indigeni. La famiglia che ci ha ospitato (Señnora Flora) ragionevolmente ben disposta, ci ha riempito di zuppe di verdura e te' con foglie varie. Io e Greg abbiamo meravigliato persino gli isolani con la nostra geniale idea di usare una candela riparata da una bottiglia di coca come mezzo di illuminazione notturno (non avevamo portato la torcia!). La nostra stanzetta, molto carina, senza elettricita' ovviamente, e con una vista spettacolare. I nostri compagni di viaggio: una banda di Israeliani impazziti, una tedesca-inglese-arrossata, un'evangelista imbucato, un commericalista-"nerd" olandese, un immancabile irlandese, simpaticamente alcolizzato. La nostra guida, lo sdentato capitan "Segura", dall'inglese simile ad Abu Mazen, indistinto dallo spagnolo. Nell' ostello abbiamo anche conosciuto un australiano, attuale Phd di Stanford (in logica), barbuto e solitario. Costui ci ha insegnato come corrempere efficacemente gli sbirri locali.

Stamattina siamo partiti per Cusco e da questo episdodio trae origine il nome dell'entrata di oggi. Ignari, incauti, credevamo di essere vaccinati contro i bus peruviani, dopo un'esperienza qualche giorno fa in cui ci hanno spacciato un fetente e pericolante cariola violacea per un bus di lusso. Oggi tuttavia, arriviamo al terminal dei bus e dopo alcune consultazioni scegliamo una compagnia con cui avevamo avuto un'esperienza positiva. La signora sorridente ci assicura che il bus ha tutto e non fa fermate intermedi. Ahime' troppo tardi, ormai separati dai nostri 25 soles, scopriamo

  1. Che la compagnia non era quella scritta sul cartellone ma un'altra con cui avevano un "contratto..."
  2. Che il bus faceva miglia di miliardi di fermate intermedie, anche in paesini dove c'era solo qualche capra con l'aria di voler viaggiare
  3. Che altri gringos avevano pagato meno della meta' di noi.
  4. Che il "pranzo" era un bicchiere di Fanta sgasata
  5. E che il bus era una mezza baracca...

Insomma stanotte sognero' di strangolare quella stronza truffaldina e Greg e Maria (scettica da subito) anche peggio. La buona notizia e' che Cusco sembra stupenda e pulita ed ordinata come una cittadina Svizzera (quasi).

Hasta luego!!!!!

PS. Giu'! Greg ha provato il Quy-Guinea pig-cavia, non era soddisfattisimo, dice che sembra il coniglio ma meno buono! Io lo ho assaggiato, ma non ordinato, ottima decisione....